06.68891162
info@c-partners.it

Assistenza Tributaria e Legale

C&Partners

La consulenza legale

Rientra nelle consuetudini della professione legale e forense; ogni avvocato – prima ancora di comparire davanti a un giudice e anche a prescindere da questa eventualità – fornisce al proprio cliente una dettagliata consulenza sugli aspetti giuridici della questione che lo riguarda in modo che egli possa decidere, dandone mandato al legale, quale obiettivo perseguire nell’eventuale azione legale da intraprendere. La procura dimostra di avere il mandato ad agire. La consulenza legale può essere svolta anche da dottori esperti laureati in Giurisprudenza, Scienze dei Servizi Giuridici e Scienze Giuridiche all’interno delle pubbliche amministrazioni, di imprese e di studi professionali o come libera professione.

La consulenza in ambito giudiziario

È svolta da un esperto – detto anche perito – nominato a norma dell’art. 201 del c.p.c. ed assume il ruolo di consulente tecnico d’ufficio o consulente tecnico di parte:

Il consulente tecnico d’ufficio (CTU)

Viene incaricato dal giudice a norma dell’art. 61 del codice di procedura civile, quando ai fini della decisione, ravvisa la necessità di una consulenza riguardante la materia del contendere fondata su particolari cognizioni scientifiche. Tale intervento è obbligatorio in casi previsti dalla legge, come nelle controversie in materia di compensi professionali (art.2233 codice civile) e nel caso dei sinistri marittimi (art. 599 del codice della navigazione).

Compito del CTU è – facendo riferimento a dati certi e documentazione – informare dettagliatamente il giudice sugli elementi sottoposti a giudizio che rientrano nella sua competenza e conoscenza. Le conclusioni tecniche fornite al giudice saranno il risultato di un procedimento logico ben preciso corredato da affermazioni rigorosamente delimitate all’ambito di cui è incaricato. La perizia così fornita ha la funzione di illuminare e chiarire obiettivamente all’organo giudicante gli aspetti specialistici di cui ha competenza il CTU, sulla base di atti e fatti che questi ritiene utili alla formulazione della consulenza rilevati in relazione alla proprie cognizioni ed all’istanza a lui rivolta.

All’atto della nomina il CTU presta giuramento in apposita udienza ed ha l’obbligo di cooperare con l’autorità giudiziaria.

Il consulente tecnico di parte (CTP)

È una persona alla quale una parte in causa conferisce l’incarico peritale quale esperto in uno specifico settore ovvero competente del ramo tecnico/scientifico pertinente alla causa. Il CTP ha il compito, nell’interesse di una parte, di affiancare il CTU nell’espletamento del suo incarico e formulare osservazioni a supporto o critica del risultato al quale il perito del giudice sarà giunto.
Al contrario del consulente tecnico d’ufficio, il CTP non presta giuramento ed ha ampia facoltà di accettare, rifiutare o rimettere l’incarico in ogni tempo, altresì è esonerato dall’obbligo di cooperare con l’autorità giudiziaria ed ha libertà di atti e prestazioni che trova limite solo nel divieto di ostacolare illegittimamente l’attività del CTU.

Contenzioso tributario

Il contenzioso tributario è un procedimento giurisdizionale che ha ad oggetto le controversie di natura tributaria tra il contribuente e l’amministrazione finanziaria.

Oggetto del contenzioso

Oggetto del processo sono gli atti amministrativi dell’amministrazione finanziaria, impugnati dal contribuente. È noto che l’amministrazione può emettere atti vincolanti per il contribuente, se non tempestivamente impugnati, senza dover ricorrere all’autorità giudiziaria.

Modello di organizzazione, controllo e gestione (compliance program) ex d.lgs. 231/2001

Con l’introduzione nell’ordinamento italiano, per mezzo del Decreto Legislativo 8 giugno 2001, della disciplina della responsabilità da reato degli enti collettivi si è sovvertito quanto sancito dal brocardo “societas delinquere non potest”, rendendo possibile la configurazione, in capo alle società, di una responsabilità di matrice penale o quantomeno para-penale, il cui presupposto consiste nella commissione di uno dei delitti presenti nel catalogo tassativo del Decreto, da parte di un soggetto riconducibile all’ente, nell’interesse o a vantaggio dello stesso.

Ne è conseguito che nell’ipotesi in cui un dipendente o un soggetto apicale di una società commetta un reato, oltre alla responsabilità penale personale del soggetto in questione, potrà essere contestata una responsabilità autonoma della persona giuridica (la società), chiamata a rispondere del fatto in sede penale, con sanzioni di carattere economico (che possono superare il milione di euro) e, in talune ipotesi, di natura interdittiva (es. interdizione dall’esercizio dell’attività, revoca delle concessioni e licenze, divieto di contrattare con la P.A., esclusione da agevolazioni e finanziamenti ecc…).

Tuttavia, il Legislatore ha previsto una possibilità di esonero da tale responsabilità per gli enti collettivi che si dimostrino “virtuosi”, avendo approntato dei modelli di organizzazione, gestione e controllo, altresì noti quali compliance programs o MOG, idonei alla prevenzione dei reati.

Con il decreto fiscale 2019, peraltro, fra i reati che comportano la responsabilità dell’ente sono stati introdotti la maggior parte dei reati tributari di cui al D.Lgs. 74/2000, rendendo ancor più importante l’attività “preventiva” dell’ente, mediante l’adozione del modello, onde evitare contestazioni di responsabilità in relazione alla commissione di siffatti reati, di comunissima contestazione.

In conclusione, il modello organizzativo costituisce un’opportunità per la società, in quanto – se correttamente applicato – è idoneo ad esonerare la stessa dalla responsabilità da reato degli enti.

Contatta il Team