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Decreto rilancio. le prime osservazioni su irap e contributo a fondo perduto

Art. 24. Disposizioni in materia di versamento dell’irap

Non è dovuto il saldo irap 2019, fermo restando il versamento dell’acconto dovuto per il 2019.

In sintesi per il 2019 sono dovuti gli acconti (teoricamente già versati lo scorso anno ndr), calcolati sulla base dell’imposta dovuta nell’anno 2018. Chi non ha versato gli acconti è tenuto comunque al versamento con ravvedimento. Viceversa, se fosse dovuto un saldo in virtù di un maggior reddito 2019 rispetto all’anno 2018, questo NON si versa.

Non è dovuto il primo acconto per l’anno 2020. Dal tenore letterale della norma, alquanto complessa, sembra che il pagamento del primo acconto 2020, calcolato in base all’imposta dovuta per l’anno 2019, non sia dovuto.

Sono esclusi dall’agevolazione di cui sopra le assicurazioni, gli enti pubblici, le banche e chi percepisce compensi di lavoro autonomo (arti e professioni).

Art. 25. Contributo a fondo perduto.

E’ riconosciuto un contributo a fondo perduto a favore dei titolari di partita iva che:

  • non abbiano cessato l’attività
  • non siano enti pubblici, banche
  • non abbiano percepito il bonus di euro 600 (artigiani, commercianti e iscritti alla cassa separata inps, lavoratori dello spettacolo, lavoratori dipendenti con partita iva e professionisti iscritti alle casse private)

il contributo spetta a condizione che il fatturato di aprile 2020 sia inferiore di 2/3 del fatturato del mese di aprile 2019. Ne hanno diritto anche coloro che hanno iniziato nel 2019 e coloro che hanno la residenza nei territori colpiti da covid prima del 31.01.2020 (dichiarazione dello Stato di emergenza)

Calcolo del contributo. Sulla differenza di fatturato 2019/2020 si applicano le seguenti percentuali:

Fatturato fino a Percentuale
400.000 20%
1.000.000 15%
5.000.000 10%

 

Esempio: azienda con fatturato di euro 350.000.

Differenza di fatturato (2019-2020)         euro 20.000

20% di euro 20.000          contributo a fondo perduto pari ad euro 4.000

L’ammontare del contributo a fondo perduto non potrà essere inferiore ad euro 1.000 per le ditte individuali ed euro 2.000 per le società.

Potrà essere richiesto esclusivamente presentando un’istanza con modalità telematica all’Agenzia delle Entrate, entro 60 gg. dalla data di avvio della procedura telematica, così come sarà stabilito da un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate (speriamo in tempi brevi ndr).

L’istanza conterrà anche la compilazione di un’autocertificazione antimafia e dovrà essere indicato l’iban del c/c da accreditare del beneficiario del contributo.

Qualora il contributo sia tutto o in parte non spettante l’agenzia recupera il contributo irrogando le sanzioni pecuniarie (ed in alcuni casi penali)

Se successivamente all’erogazione del contributo l’impresa chiude, il soggetto firmatario dell’istanza è tenuto a conservare tutta la documentazione da esibire agli organi di controllo. Se il contributo non spettava, si applica l’art. 316 ter del codice penale.